Ambiente: Paesaggio e Pianificazione Paesaggistica

Ambiente: Paesaggio e Pianificazione Paesaggistica

Arch. Lucio De Benedictis

Il paesaggio è considerato come la risorsa delle risorse ed è per questo che va salvaguardato e valorizzato.

La tutela del Paesaggio nel nostro Paese viene spesso considerata dagli operatori del territorio, come un imposizione calata dall'alto di cui se ne farebbe comodamente a meno e quando viene vista di buon occhio spesso viene confusa esclusivamente come un’azione di promozione turistica. Tutelare il Paesaggio, ovvero tutelare l’ambiente naturale ed antropico di un territorio, è prima di tutto un’azione indispensabile per puntare ad uno sviluppo sostenibile di un paese che si proietta nel futuro.

Il piano Paesaggistico Pugliese

Con D.G.R. n. 1435 del 2 agosto 2013 è stato adottato il nuovo piano paesaggistico adeguato al Codice e sono scattate le norme di salvaguardia[1] di cui all’art 105 delle NTA dell'adottato PPTR.

Si tratta del primo piano paesaggistico elaborato in attuazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio[2] del 2004, ad aver raggiunto questo importante traguardo essenziale ai fini dell’adozione del Piano. La sfida è stata dotare la Puglia di un piano paesaggistico adeguato al Codice dei beni culturali, che fosse in grado di garantire non solo paesaggi di qualità, ma anche certezze operative e snellimento dei tempi e dei procedimenti autorizzativi.

Questo piano dovrebbe dare l’impulso e la spinta necessaria alle altre Regioni nell’adottare anch’essi dei Piani paesaggistici di nuova generazione, grazie anche alle regole e alle linee guida dettate dal nuovo Codice dei beni culturali e del paesaggio

Critiche al sistema Pianificatorio e vincolistico

In supporto al Governo del Territorio, a parer mio, un elemento che ha bisogno di essere affrontato dal punto di vista Pianificatorio e Vincolistico, ed in particolare nella pianificazione Paesaggistica, è l’inserimento spaziale e ambientale di aree che, per caratteristiche paesaggistiche e morfologiche, possono essere categorizzate come "Aree di sviluppo sostenibile"; ovvero, si individuino aree di massimo potenziale per lo sviluppo delle tecnologie di energia rinnovabile (su tutte il fotovoltaico e l’eolico), dando priorità ad aree con bassa valenza paesaggistica o aree già degradate che non presentino valori di fertilità agricola abbastanza elevati da consentirne una bonifica. Per esempio, l’indicazione spaziale sarà rilevante per esaminare l’accettabilità di progetti riguardo al paesaggio, e i criteri dovranno dunque riflettere l’uso di valutazioni paesistiche per stabilire l’adeguatezza di un paesaggio ad ospitare particolari tipi di interventi. I criteri si devono concentrare sul sostegno allo sviluppo e la mitigazione degli effetti.

In Italia stiamo assistendo al proliferare di impianti fotovoltaici a terra che contribuiscono fortemente alla desertificazione per carenza di precipitazioni a causa della copertura totale/parziale della superficie permeabile e alla riduzione dell’attività fotosintetica e della biodiversità, con impoverimento del terreno e alterazione del tenore e dell’assorbimento di carbonio. Tale conseguenza è un paradosso per una tecnologia che punta proprio a ridurre le emissioni che alterano il clima. Gli impianti FTV di grossa taglia hanno un impatto visivo molto forte nei nostri paesaggi, conosciuti anche dai turisti per la dolcezza dei panorami, fino a ieri incontaminati, e vanno a deturpare la bellezza di un territorio ricco di storia, in cui la salvaguardia paesaggistica, ambientale, storica e turistica - tutelati anche dall’art. 9 della Costituzione della Repubblica - è fonte di vita e di ricchezza per intere comunità che vivono sul turismo. Questo impatto visivo non solo va a svalutare la bellezza dei paesaggi ma, di conseguenza, ne altera anche il valore delle vicine masserie, tipiche del tessuto urbano rurale delle regioni del Centro-Sud Italia con conseguente penalizzazione sia del mercato immobiliare privato sia del territorio;

 Occorre quindi affrontare questo tema della pianificazione Paesaggistica facendo dialogare il più possibile le norme e i vincoli con la previsione di localizzazione di nuove attività sul territorio, riservando ad esse le aree più consone, evitando il depauperamento del paesaggio e dell’ambiente.



[1] Le misure di salvaguardia hanno lo scopo di evitare che nel periodo intercorrente tra l`adozione e l`approvazione di un piano urbanistico il rilascio dei titoli abilitativi edilizi secondo le previsioni vigenti possa compromettere l`assetto territoriale configurato dal nuovo piano e consistono nel potere/dovere del dirigente dell`ufficio comunale competente di sospendere ogni determinazione sulle domande di intervento che risultino in contrasto con lo strumento adottato

[2] Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs 42/2004)

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